Nature Morte

Carlo Mattioli | Nature MorteCarlo Mattioli | Nature Morte
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Carlo Mattioli | Nature Morte
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Carlo Mattioli | Nature Morte
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E sono sublimi le sue perentorie nature morte del 1964-65, formelle imbiancate, scatole trionfanti di vuoto, ottenute col solo squarcio generoso di spatola, il cielo di sabbia, lo sfondo che si fa architettura antelamica, il localizzabile piano di appoggio, finestra sull’irrealtà domestica, sogno notturno. La gravità inesistente, con gli oggetti quotidiani sporti sul bordo crollante della verticalità più ardita: ed è qui che agisce la leggendaria miopia di Mattioli cantata da Carluccio. Così, con le sue nature morte ribalde e sprezzanti, insetti di terra, meteoriti vaganti, Mattioli supera con atleticissimo salto tutti i possibili confronti con le educate nature morte preparate e platoniche di Morandi. Si getta a copofitto nella materia, spella le cose, le squarta, le fa rilucere di notti ebbre di nero e apparentemente malate di leopardismi. Marco Vallora, 1998

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• 12 marzo 2015

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