Paesaggi Parma

Carlo Mattioli | Paesaggi ParmaCarlo Mattioli | Paesaggi Parma
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Scendendo dalla soglia della vecchia casa di Mattioli di gradino in gradino si scopre alla vista, il profilo del Duomo nella sua arcaica immensità di carena abbandonata sporgente dalla distesa dei coppi digradanti come una sterminata pianura di piantagioni sconosciute così fulve e bionde da dare l’illusione del grano appena mietuto. Nessuno dei colori impiegati da Mattioli si ritroverebbe in natura: sono colori “storici” raffinati e impreziositi dal lungo ed estenuante viaggio che la Pittura ha compiuto intorno a se stessa. Il Duomo non è un Duomo ma una città turrita, un luogo di culto, un santuario, una fortezza, un Golgota e insieme una Gerusalemme sospirata dai Crociati, riconquistata dal Saladino, contesa da soldati e mercanti, sempre a portata di mano e sempre irraggiungibile. In questa piccola “veduta saracena” Mattioli ha messo tutti i suoi sogni di visionario. Parma sed apta mihi il titolo oraziano di questo libro, ma il gioco bisogna forse tradurlo con un pensiero tassesco: Parma infelice, disperata come me. Cesare Garboli, 1987

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• 12 marzo 2015

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